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martedì 29 aprile 2014

Visti al museo (80) - Antonelli

 

Si svolgerà nei mesi di Giugno e Luglio presso la Galleria Lineadarte di Napoli l’ottava edizione dell’evento 20x20 Black&White, esposizione di carattere internazionale dedicata al piccolo formato. Quest’anno vedrà in esposizione due giovani artisti della Valtiberina: Riccardo Antonelli e Gilda Foni, che da ora, oltre che essere uniti nella vita, lo sono “ufficialmente“ anche nell’arte.

Diplomati entrambi all’Istituto Statale d’Arte  di Sansepolcro, si sono incontrati nel 1995 , iniziando il loro percorso nella vita e poi nell’arte, per dare vita ad un contesto domestico incentrato sull’avvicendamento e sulla collaborazione creativa fin da subito.

Insolita compartecipazione espositiva quindi, che di riflesso ricorda alcune famose coppie di  predecessori accomunate nell’arte, una fra tutti quella di Frida Kahlo e Diego Rivera.

Il maestro Antonelli, classe 1976, è ormai un artista che vanta numerose esperienze in ambito internazionale e che, nello stesso periodo , sarà impegnato nell’evento Ars Humana in occasione di Palazzolo Arte  a cura di Giovanni Pichi a Sansepolcro e, anche se non ancora ufficializzato fino a Maggio, esporrà in un importante evento internazionale a Roma in collaborazione con la Mondadori.

Gilda Foni, classe 1980, personalità creativa e poliedrica, espone per la prima volta in pubblico sebbene già da anni ha intrapreso un percorso di ricerca grafica in cui rielabora la sua ricca formazione.

La Foni ha il suo primo contatto con l’arte giovanissima, quando segue i laboratori teatrali di Andrea Merendelli e Luca Ricci. Da qui si appassiona alla studio del linguaggio del corpo e della scrittura creativa, seguendo parallelamente seminari e laboratori in Italia con docenti di calibro internazionale.

Nel 2010 conosce e segue un seminario di Alejandro Jodorowsky, ed inizia uno studio sulla simbologia e sulle potenzialità formative e terapeutiche delle arti.

Negli anni successivi ha tenuto dei laboratori con bambini, adulti e ragazzi disabili nei quali si è servita delle varie forme creative per incentivare vari percorsi di crescita individuali e dove l’arte è stata elemento trainante per gli obbiettivi terapeutici.

Il linguaggio artistico di Gilda Foni, racchiude un’infinita gamma di riferimenti simbolici che rimandano la mente alle raffigurazioni dei nativi d’America, alla cultura asiatica e sudamericana.

Il processo creativo è plasmato da una magica analisi emotiva che, con la figurazione, traccia sul supporto una sorta di mappa percettiva del pensiero. Oltre che alle opere grafiche e pittoriche, sta lavorando a dei progetti fotografici ed all’arte del riciclo, che saranno presentati collettivamente nella sua prima personale.

Un ambito familiare davvero stimolante e promettente quello della giovane famiglia biturgense quindi, che rimarca le forti energie e influenze artistiche del territorio, capace come sempre di generare nuove prospettive e sinergie in tutti campi della creatività umana, da quella produttiva a quella culturale.