lunedì 20 agosto 2018

Gli spilli di maneglia (313)



....l'estate volge verso la fine e si avvicina l'appuntamento con il Premio Nazionale di Pittura FighilleArte 2018....



domenica 19 agosto 2018

giovedì 16 agosto 2018

Concorsi di pittura 2018 - Risultati (3) / Corfino


Si è svolta lo scorso 5 agosto 2018 a Corfino (Lucca) la 27° edizione del Concorso Nazionale di Pittura Estemporanea. Come da tradizione importante e qualificata la partecipazione degli artisti che erano presenti in 42. Questi i principali premi assegnati dalla giuria:

1-ALBERTO ZAPPA
2-GIUSEPPE MACELLA /
TEMISTOCLE SCOLA
3-FABRIZIO FILIPPI

Ecco alcune immagini:


mercoledì 15 agosto 2018

martedì 14 agosto 2018

Dormivegliando ....(by Franco Ruinetti)



Stanotte passavo dal sonno alla veglia, mi capitavano immagini e idee senza soluzione di continuità perché il cervello non si ferma mai, così ha stabilito chi se ne intende. E io non ricordo i sogni dei sonni tranquilli, mentre mi restano scolpiti nella memoria i fotogrammi che s'accendono nelle turbolenze del riposo. Poi, talvolta, quando ci ripenso, navigo nell'incertezza perché non so se certi motivi appartengono al giorno o alla notte, se sono realtà o ombre.
Ecco: mi sono visto trasmigrare in mio zio che sorge dalla trincea, nella neve, per l'assalto alla baionetta. “Uccidilo, sbudellalo!” urla il caporale. “Ma è disarmato!” “O lui o te”.
Mi sveglio col rimbombo del cuore pazzo nello stomaco e dentro l'orecchio. Respiro profondo e piano piano passeggio in un prato erboso popolato da margherite grandi bianche e bionde.
Ecco: ripeto il viaggio mentale senza fine di quando frequentavo la terza elementare. Forse allora ero precoce, poi alle medie mi insabbiai nelle retrovie dell'intelligenza. Infatti ho percorso fasi alterne di luminescenze e obnubilamenti. Succede. Ora corro col pensiero più veloce della luce, volo nell'infinito della mente, che corrisponde a quello cosmico. Ad un certo punto intravvedo dei segnali stradali, indicano la direzione per l'inferno, il walhalla, il paradiso. Le frecce dicono di andare sempre avanti. Procedo, non c'è il chilometraggio perché ancora non è arrivata la mia ora. M'alzo seduto, risorgo da un'apnea, la cena con gli amici è stata piacevole, ma avrei dovuto zappare un campo prima di andare a dormire.
Di seguito la stanchezza di nuovo mi vince. Vedo un gran castello vigilato dagli armigeri nelle garitte. La luce è lattea di un giorno incerto. Passo con passo leggero e veloce, nessuno mi ferma, entro. Mi ritrovo in un salone illuminato con torce alle pareti dai fuochi tremanti e fumosi. Stanno silenziosi, seduti ai tavoli, i più rinomati condottieri dalla storia, da Gengis Khan a Hitler, da Cesare a Carlo Magno ecc. ecc. Si giocano a briscola e tressette le anime di quelli che hanno assassinato nel corso delle loro imprese. C'è anche Napoleone, ma è immobile come un monumento in uno scranno alto con lo scettro in mano. E' tutto solo, guarda il soffitto. “Fu vera gloria?” Grande 'Sandro', così si rivolge a lei 'Beppe' Giusti: io, tra gli altri suoi posteri, mi permetto di alzare la mano e rispondere con un no deciso, infinito. C'è solo disprezzo e condanna per chi promuove le guerre, causa stragi e disperazione. La vera gloria appartiene a chi persegue la pace.
Esco dal castello col mal di testa.
La fetta di porchetta finale e il Chianti, garbato e tosto, mi danno il voltastomaco. Fanno la rivoluzione.

Franco Ruinetti

lunedì 13 agosto 2018

domenica 12 agosto 2018

sabato 11 agosto 2018

Verso la 37° edizione del Premio Fighille ricordando vecchi amici (by Franco Ruinetti)




Si cammina a grandi passi verso la 37^ edizione della rassegna di pittura, che, di volta in volta, ha  sempre superato se stessa fino a conseguire un autentico successo nazionale. Due anni fa, per il traguardo delle 35 edizioni, la Pro Loco ha pubblicato un libro che racconta la storia del concorso nato e cresciuto a dismisura in questa breve contrada. 
Io, vecchio frequentatore di questo evento a scadenza annuale, ho spesso scritto delle note sugli artisti concorrenti. Stavolta invece voglio parlare di alcuni protagonisti che non ci sono più, ma ho avuto la fortuna di conoscere e spesso incontrare. Erano amici che hanno lasciato un vuoto profondo.

Americo Casi inventò il concorso. Conoscevo questo personaggio riservato, ma che aveva nella mente una fucina di idee, perché me lo aveva presentato Italiano Panicucci, suo vicino di casa e mio amico di lunga data.
Rivedo la sera di un giorno bollente, col cielo coperto da nuvole spesse, basse, corrugate da qualche lampo lontano. Eravamo in macchina.
“Oggi ho sudato per non far niente, speriamo che venga a piovere.”
“Questi sono i giorni più caldi, del termidoro!”
“Non fare il professore e speriamo che non grandini. Se cade un rovescio d'acqua l'estate si rompe. Andiamo al salumificio, tu non l'hai ancora visto.”


Le prime gocce grosse e rade si schiacciavano sull'asfalto. Quando scendemmo dalla macchina sia Italiano che Americo si lamentarono sollevandosi diritti in piedi a fatica. Erano colleghi di mal di schiena. Entrammo in un grande locale.
“Qui, spiegò Americo, siamo nel frigorifero. Avevo imparato la tecnica del frigorista dal Dindelli, che non era decorato da titoli, ma valeva quanto un diplomato moltiplicato per un ingegnere.”
C'era un odore acre, stimolante. Da una parte, nella semioscurità, si intravvedevano pendere file sovrapposte di prosciutti, dall'altra salami ed altri insaccati. Entrava il vento dalla porta aperta. Gli impiccati restavano fermi, inchiodati nel vuoto. Quando tornammo alla macchina aveva già smesso di piovere. Gli chiesi come aveva trovato i nomi e gli indirizzi dei pittori invitati ai concorsi.
“Mi hai aiutato te.”
“Io!?”
“Li ho trovati nella rivista Praxis alla quale collabori. Ora il concorso l'ho consegnato alla Pro Loco. E' cresciuto e io non ce la faccio più. Se puoi dà una mano a quei ragazzi.”

Il tempo passa, si consuma, ma il ricordo di Guerrino Bardeggia insiste, urge nell'assenza. Una volta mi dette un pettirosso dipinto su una tavoletta breve, più o meno 20 cm per 15.
“Questo vorrei essere io, mi disse, pensaci”.
Andavo con una certa frequenza a trovarlo a Gabicce nella sua casa-laboratorio-museo. Se ritardavo mi telefonava. 

Lui lavorava all'esterno e, se pioveva, nell'ingresso poggiando la tela o la lastra di legno su un tavolo. Non usava il cavalletto. Le stanze erano stipate di quadri accatastati con ordine. Si passava a senso unico, come al supermercato.

“Vai dentro, i cioccolatini sono sul tavolino, guarda quello che ti pare e poi portami le tue riflessioni, quelle cattive, le altre non m'interessano.”



Continuava a dipingere e nel contempo registrava le poesie che gli capitavano in mente. Lavorava a tempo pieno, senza domeniche, né ferie. Esprimeva una creatività a getto continuo: sempre originale, sempre lui, nel senso della continuità stilistica. Talvolta iniziava l'opera direttamente col colore.
“Non c'è bisogno della matita, il racconto è nel pennello.
Sfogliavo i quadri, andavo dalla “Genesi” all'”Inferno”, dall'”Apocalisse” alla “Deposizione”, al “Crocefisso”.
Certi colori sembrava m'aggredissero; lo strazio di corpi dilaniati, la bellezza e l'innocenza violentate erano la sofferenza del mondo e di Guerrino, ma mi soffermavo anche sulla seduzione muliebre, su quegli occhi con le luci dell'anima e su quei cieli così reali e così interiori. Vedevo magmi cromatici che esplodevano in brandelli e scintille di verde, azzurro, bianco, giallo, scomparivano nell'infinito del nero, si perdevano nelle intonazioni del rosso. Il pettirosso ricorre spesso nella produzione dell'artista. E' un'allegoria sospesa sulla fronte del dolore.

Giorgio Rinaldini aveva lo studio a Rimini, nella centrale Piazza Tre Martiri.
“Non fare i nudi di donna, non li conosci!”
“Li conosco e poi li sogno.”
Era bello scherzare con lui, amico per trent'anni, fino all'ultimo. Aveva il cavalletto vicino alla finestra socchiusa anche d'inverno. Indossava uno scialle fermato all'altezza del petto con uno spillo da balia e calzava in testa una cuffia fatta all'uncinetto con fili di lana bianchi e azzurri. Stringeva tra le labbra sempre lo stesso mozzicone di sigaro spento.
“Perché non chiudi quella finestra? Entra il freddo.”
“Entra aria buona, si sente che hai fumato. Ora siediti, non andare via subito, sulle pareti c'è il mio mondo, puoi viaggiare senza spendere.”


Oltre ad alcuni nudini, così li chiamava, fatti con il vapore delle nuvole, c'erano quadri nei quali le velature cromatiche erano trasparenti nel paese della poesia. Perché Rinaldini era un poeta del pennello, riviveva intatti gli stupori della fanciullezza e si allontanava nei chiarori della fantasia. M'è rimasto nella mente quello spicchio grande di luna che trascorreva sopra le cabine della spiaggia, legato con una cordicella come un palloncino tirato da un bimbo in corsa. E come dimenticare la fanciulla dei fiori, tante volte dipinta eppure sempre diversa. Era un po' liberty, un po' vera, dolcissima, quasi una favola, alba dell'amore.
“Torna presto, ho pensato di regalarti un castello.”
Non sono diventato conte o marchese perché l'amico artista non fece a tempo a dipingermi il maniero.
 

Franco Ruinetti

venerdì 10 agosto 2018

giovedì 9 agosto 2018

Altre vetrine (by Franco Ruinetti)



La spiaggia, d'estate, è una vetrina a tutto campo. Il sole riluce nelle nudità che lui stesso ha spalmato d'oro e di bronzo. Ogni tanto capita d'incontrare una di quelle giovani che ti abbagliano mentre cerchi di fare l'indifferente. Hanno l'alone, tutto il resto scivola nell'indistinto. Hanno un triangolo di costumino così mignon che talvolta il sesso sembra faccia l'occhiolino. Passano e tirano dietro gli occhi perché nel posteriore hanno la calamita. Guardi, studi, fai finta di essere distratto, disinteressato a quelle formazioni così bene esposte che l'intrigante misero indumento infra chiappe nulla nasconde, anzi celebra ed esalta. E' moda: uno scampolo di stoffa basta per una collezione di tali vestiti senza fronzoli, essenziali che, al confronto, è un lenzuolo la foglia di fico.

Ma anche il corso del paese è una vetrina. Se al mare le esposizioni durano due o tre mesi, lo struscio o passeggio nella strada principale del centro abitato dura tutto l'anno. E' vero: qui le signorine, ma anche quelle che non si arrendono all'età, si coprono, ma talvolta in modo così ammiccante da accendere la fantasia. Sono bombe sexy, che, se fossero in tivù, la visione dovrebbe essere vietata ai minori di 80 anni. E' anche questione di buon gusto, comunque ci vogliono i freni buoni.

Su certe strade-passerelle, di anno in anno, gemmano e fioriscono nuove ondate di giovinezza. Con loro passano e ripassano le versioni dell'ultima moda.

Franco Ruinetti

martedì 7 agosto 2018

Un ricordo dell'artista Franco Cartia


Abbiamo dato nei giorni scorsi la notizia della prematura scomparsa dell'artista Franco Cartia, vincitore del Premio Fighille del 2006 ed apprezzato protagonista di alcune edizioni del concorso all'alba del nuovo secolo. Vogliamo rendergli omaggio con queste brevi note e con alcune immagini tratte dall'archivio del Premio Fighille.

L'opera con cui Cartia vinse il Fighille2006
Originario della splendida cittadina di Scicli, in provincia di Ragusa, si è poi stabilito a Guidonia, in provincia di Roma fino alla sua morte. La sua partecipazione a tante mostre collettive, rassegne d'arte e premi di pittura lo hanno reso una importante figura dell'arte contemporanea. 
Dopo la scuola d'arte, è allievo di Arturo Bovi e, nel 1969 incontra Sebastiano Carta, uno dei fondatori e firmatari del Manifesto Futurista. Sviluppa poi in autonomia la sua originale forma d'arte che gli consente di ottenere riconoscimenti e apprezzamenti da numerosi esponenti del mondo della cultura e dell’arte, tra questi Ennio Calabria, Carmine Benincasa, Piero Guccione, Mino Maccari. 
Alcune opere fanno parte di collezioni private, enti pubblici e gallerie nazionali. Fra queste ricordiamo il Piccolomuseo di Fighille che ospita due sue opere.

Un momento della premiazione a Fighille nel 2006
una veduta di Fighille realizzata da Cartia nel 2007
un'opera di Cartia conservata nel Piccolomuseo di Fighille
Opera in concorso a Fighille nel 2005
Opera in concorso a Fighille nel 2005
Il suo nome si affianca per sempre a quelli di altri importanti artisti, vincitori del nostro concorso e scomparsi negli scorsi anni: Guerrino Bardeggia, Giorgio Rinaldini e Piero Tonfoni.
Lo ricorderemo con affetto.

PL Fighille

lunedì 6 agosto 2018

sabato 4 agosto 2018

Un catalogo da collezione anche nel 2018 !

bozza di copertina
Per l'UNDICESIMO anno consecutivo, anche in occasione del concorso di pittura FighilleArte2018 verrà realizzato un prestigioso catalogo a colori (formato 22x22) con le opere premiate.  Ricordiamo che durante il concorso sarà possibile ritirare copia del catalogo 2017
Chiedetelo alla segreteria fino ad esaurimento scorte.