Premio Fighille 2018

martedì 29 maggio 2018

Massimo Moriani Pittore


Sansepolcro. I suoi dipinti sono esposti, in questo giugno 2018, nei locali dell'Enoteca–Ristorante Berghi, vicino all'arco di Porta Fiorentina.



E' la prima volta che si può vedere una nutrita silloge di opere di questo autore che si è sempre riparato all'ombra del riserbo. La sua produzione è ampia, articolata e di essa sono esposte, per ciascuna tematica, alcune significative esecuzioni. Molti sono i quadri, non frequenti in altri pittori, che hanno per argomento la cacciagione. Ad un occhio esercitato non sfugge che alla base di ogni motivo insiste un disegno nascosto nell'ordito della figurazione, che è spontaneo quanto risolutivo. I piumaggi delle varie specie di volatili sono spartiti di armonie musicali; ora i colori declinano in ritmi lenti per confondersi nelle luci del bosco, altra volta sembra suonino la grancassa, come suggerisce la livrea del fagiano.



Ogni quadro racconta un motivo, un'emozione, ruba un'immagine alla corsa del tempo. Ecco l'Arco della Pesa nella luce rosata di un tardo pomeriggio, al limitare di un piazzale deserto. E' uno scorcio di paese oltre il tempo, che chiama dentro, nell'arcano della storia, della poesia.

La maggior parte dei lavori sono eseguiti con la tecnica dell'olio, altri derivano dall'acquarello, altri ancora dal carboncino.

C'è un gruppo di case sopra un colle, danno una sensazione di serenità e quiete antica. Vien da pensare che si fanno compagnia, mentre un torrione vigila come una sentinella. Un altro dipinto propone un paesaggio indefinito, enigmatico, levitante nella memoria. In tanta incertezza c'è un palo conficcato nella terra, forse un'ancora di salvezza, una mano tesa.

E' piacevole osservare certi recuperi del passato come casolari in pietra sui nostri monti, come “Il trapelo”, che consisteva nell'aggiunta di un'altra coppia di buoi per tirare in salita il carro agricolo particolarmente carico.



Una pur veloce considerazione dei quadri di Massimo Moriani non può trascurare i ritratti che, benché essenziali, non si soffermano solo sull'aspetto esteriore, bensì tendono a significare nelle espressioni gli accenti dell'indole. Tra i tanti ce n'è uno in special modo felice. E' di un ragazzetto con gli occhi pungenti, furbi. Ha nel sorriso l'allegria della festa.

Franco Ruinetti