lunedì 16 luglio 2018

Gli spilli di maneglia (308)



....da giovani lo scambio delle figurine....da vecchi lo scambio delle analisi !



giovedì 12 luglio 2018

Rinnovo del consiglio proloco per il periodo 2018-2021. Giulia Maestri nuovo presidente !



L’anno 2018 il giorno 11 del mese di luglio alle ore 21.00, presso la sede Sociale, espressamente convocato si e’ riunito il Consiglio Direttivo della Pro Loco Fighille, per trattare e deliberare sul seguente
ORDINE DEL GIORNO
1.          Nomina del nuovo Presidente e rinnovo delle cariche sociali;
2.          Attribuzione del potere di firma su C/C bancario;
3.          Varie ed eventuali.

Prende la parola uno il presidente uscente, Giorgeschi Samanta, che funge anche da verbalizzatore. Il presidente verifica la validità della seduta in quanto presenti 14 consiglieri eletti su 20. Sono assenti Biagioni Michele, Catacchini Fabio, Capacci Alessandro, Rossi Giorgio, Monaldi Lorenzo, Bartolini Nicola.
Sul 1° punto il presidente fa presente che il Consiglio deve provvedere, ai sensi dello Statuto, alla nomina del nuovo Presidente, carica a cui personalmente deve rinunciare per impegni di lavoro. Invita inoltre il Consiglio, qualora ne ravvisi la necessità, a provvedere alla nomina di altre cariche sociali. Ringrazia, a nome dell’intero Consiglio della ProLoco, i consiglieri uscenti Acquisti Alessio, Branchi Massimiliano, Ganovelli Francesco e Santinelli Ilaria per il lavoro svolto negli ultimi tre anni contraddistinti da passione, disponibilità ed impegno. 
Il presidente uscente ricorda infine le figure dei due consiglieri, Maestri Enzo e Taschini Damoris, deceduti durante lo scorso mandato.
Si procede quindi alle nomine. 
La presidente dell’assemblea comunica che il consigliere eletto Bartolini Nicola rinuncia alla nomina per impegni di lavoro. Subentra al suo posto il primo dei non eletti Vadi Vadero.
All'unanimità viene deliberato di nominare come Presidente dell’Associazione la Sig.ra Giulia Maestri, la quale accetta. Viene eletto alla vicepresidenza Pietri Pasquale e come Tesoriere Testa Antonio. Come nuovo segretario viene eletta Samanta Giorgeschi.
Il consiglio risulta quindi completato da seguenti consiglieri:Bartolomei Diego, Tavernelli Gino, Puleri Massimo, Rossi Giorgio, Catacchini Fabio, Picchi Alessandro, Bigi Marcello, Capacci Alessandro, Braganti Marfisio, Biagioni Michele, Monaldi Lorenzo, Vadi Vadero, Massetti Sergio, Cardelli Leo, Cerboni Marco, Mirabucci Casperchi Loris.


mercoledì 11 luglio 2018

lunedì 9 luglio 2018

Gli spilli di maneglia (306)




....tempo di mare e avventure sulla spiaggia per i cassonettari di Man....



venerdì 6 luglio 2018

Altri tempi... (by Franco Ruinetti)






I 'corvi neri'

Eravamo appena ragazzi nei primi anni '50 e subito dopo aver pranzato si correva nell'alberato Parco della Rimembranza, per giocare al pallone. Tutti i giorni una sfida. Quando s'era in numero dispari, uno faceva il direttore di gara, altrimenti eravamo contemporaneamente giocatori e arbitri. Talvolta s'accendevano discussioni, non esisteva né il fuori gioco, né il calcio d'angolo. Non si poteva dare cazzotti. Il campo presentava delle irregolarità. Le dimensioni contenute consentivano di segnare molti gol. Quando il calciatore aveva la palla, difficilmente la passava al compagno di squadra, procedeva verso la porta avversaria, zigzagando tra gli oppositori che cercavano di ostacolarlo. Doveva scartare non solo i ragazzi e uno o due ippocastani, capitava dovesse dribblare persino il cane di Menchino quando faceva un'incursione e correva come pazzo.

Successero anche fatti, che, di certo, chi li ha vissuti, non li ha dimenticati. Una volta Tonio tirò un calcio con tutta la forza, ma la palla finì oltre la strada e centrò la testa di una giovane che stava amoreggiando seduta all'ombra su una panchina di pietra. Il fidanzato s'alzò di scatto e cominciò a rincorrerci gridando e gesticolando. Ma noi, recuperata la palla, che non era pesante perché di gomma, ci sparpagliammo fuggendo, così l'energumeno, disorientato, sembrò calmarsi e tornò all'ufficio bruscamente interrotto.

Si urlava, sudava, ci scambiavamo, ma involontariamente, calci sugli stinchi, si litigava forte, però la rabbia evaporava con la fine della partita.

Una volta il solito Tonio sferrò una poderosa pedata a vanvera e la palla finì nella strada addosso al corteo dei seminaristi (allora a Sansepolcro c'era il seminario), che tutti i giorni uscivano in ordine per godere di un'ora d'aria. Erano i 'mezzi preti', in schiera a due per due. Indossavano la talare, li guidava un prete vero alto come un cipresso. Quella palla, capitata tra le tonache, fu una tentazione irresistibile, un'improvvisa ubriacatura collettiva. I pretini ruppero le righe, fecero invasione di campo, precipitarono come un'orda alla volta dell'ultimo difensore Gigetto, che si riparò dietro il querciolo, un palo della porta, e gridò a tutto fiato:

“I corvi neri, i corvi neri!”


Il prete-cipresso, durante la sedizione non si mosse, rimase come piantato in mezzo alla strada e i seminaristi, segnato il gol fuori ordinanza, si ricomposero in fila a testa bassa. Dopo quel giorno non si videro più sfilare nella strada che costeggia il Parco della Rimembranza.



Nella piazzetta

Nel '47, l'anno prima del terremoto e delle decisive votazioni, io frequentavo ancora la scuola elementare. La mattina mi sbrigavo per andare nella piazzetta di Santa chiara almeno venti minuti prima che la bidella aprisse il grande portone della scuola. Mia madre apprezzava questa mia premura. Poveretta, non poteva immaginare che quella fretta non derivava dalla voglia di studiare. La piazzetta, di prima mattina, per me era magica, piena di vita, mi piaceva. In un lato s'apriva il fondo del maniscalco, un antro annerito dal fumo, dove talvolta si vedevano gli animali portati a ferrare. Il maestro disse che si chiamava mascalcia. Ero contento e mi sentivo importante quando giravo la ventola della forgia, per il quale piccolo servizio fui compensato con un ferro di cavallo porta fortuna, che prima tenni nella cartella, poi lo misi sotto il guanciale e infine non lo ritrovai.

Talvolta capitava che alcuni di noi ragazzi, chi c'era c'era, all'improvviso ci si disponesse per saltare la cavallina. Deposte le cartelle, balzavamo sui gropponi di quelli che s'erano accovacciati in fila fino a quando la catasta crollava con urli e battimani. Il gioco era corale, di certo non istruttivo e anche un po' pericoloso, ma allora bastava poco per divertirsi, poi nessuno si faceva male.

Altro gioco abbastanza praticato nella piazzetta era il battimuro con le monete avanzate dal fascismo. Ci si inginocchiava, si scagliava la moneta da una certa distanza e vinceva quella che restava più vicina al muro. Io vinsi e mi ritrovai un barattolo di soldi di varie leghe, da pochi centesimi fino alle due lire. Li tenevo da conto, poi non so che fine abbiano fatto.

Una mattina la Nella, più tonda che alta, litigava col marito seduto a fumare sul parapetto della vasca al centro della piazza. Lei ad un tratto si mise a gridare forte, ad agitare le mani, ma lui faceva l'indifferente, volgeva lo sguardo in alto, da un'altra parte. Allora lei, di scatto, lo prese per i piedi e lo rovesciò nell'acqua. Così quella mattina io scrissi nel diario, sul quaderno di classe, che quella donna aveva inzuppato il marito, gli aveva fatto fare il bagno, il bucato e gli aveva spento la sigaretta. Conclusi sentenziando che le mogli grasse e corte sono pericolose.

Franco Ruinetti

giovedì 5 luglio 2018

Con l'occhio di Man (77)

Appuntamento con la fotografia espressionista e surrealista di Man....


martedì 3 luglio 2018

Rassegna FA2017 (33)

Rassegna delle opere presentate al Premio FighilleArte2017 - sezione opere da studio......





lunedì 2 luglio 2018

Gli spilli di maneglia (305)



....tempo di mare e avventure sulla spiaggia per i cassonettari di Man....



sabato 30 giugno 2018

Rassegna FA2017 (32)

Rassegna delle opere presentate al Premio FighilleArte2017 - sezione opere da studio......



venerdì 29 giugno 2018

Rassegna FA2017 (31)

Rassegna delle opere presentate al Premio FighilleArte2017 - sezione opere da studio......



giovedì 28 giugno 2018

Con l'occhio di Man (76)

Appuntamento con la fotografia espressionista e surrealista di Man....


mercoledì 27 giugno 2018

Amore platonico... by Franco Ruinetti





Era un bel giovane, poco socievole. Lo aveva investito un amore violento. Studiava quello che gli pareva. Aveva nel cervello un'idea fissa: ricciola, bionda, con gli occhi celesti. Qualche ragazza lo guardava, ma lui pensava a quella che, incontrandolo, abbassava lo sguardo, non lo guardava. Così pensava che non lo pensasse, però, in realtà, non lo sapeva perché non le aveva mai parlato, era timido, insicuro, aveva paura del rifiuto. Rimaneva nell'incertezza, in fondo alla quale insisteva un barlume di speranza, mentre un eventuale 'no' dichiarato avrebbe chiuso il sipario con la scritta 'fine.'

Amava un'assenza, come i più grandi dell'antologia, Dante e Petrarca, ma loro erano contenti, lui no. Quell'amore era dolore, del quale non poteva fare a meno, lo desiderava. Era una pena continua.

Col passare del tempo la sua patologia spirituale divenne cronica. Faceva il proposito di azzardare, di cercare quella ragazza e fermarla, ma non lo faceva, risolveva di parlarle alla messa della domenica, ma c'era quell'amica. Le andava vicino, però rimaneva impacciato, muto.

Così passarono gli anni, una decina, durante i quali lei si sposò e anche lui si sposò. Quando una mattina di maggio, nel viale dei tigli, se la vide davanti. Teneva per mano i due figli con gli zainetti sulle spalle. Si era un po' irrobustita, ma aveva ancora qualche riflesso fulgido dell'adolescenza.

D'impulso le sussurrò:

“Ti ho sempre amata”.

“Anch'io”.

Poi ognuno proseguì nella propria direzione. E la pena s'ingentilì. Però fu doppia.

Passarono altri anni, ma non trascolorò quell'idea fissa ricciola, bionda, con gli occhi celesti. Ormai lui viveva in un'altra città, ma periodicamente tornava al paese per deporre qualche fiore sulle tombe dei suoi genitori e dare un saluto ai mancati suoceri, presso i quali, come sperava, finalmente la rincontrò. Ma non era più la stessa. Gli fece venire in mente il biancospino quando ha perduto l'infiorescenza. Solo gli occhi erano ancora due gocce di cielo. Fu contento dell'incontro, di averci per la prima volta, pur brevemente, conversato. Fu come se si fossero detti solo gli indici di due libri bugiardi. E la pena non trascorse, ma gli fu amica malinconica.

Per tutta la vita aveva tradito la moglie con quella luce che lo aveva colpito nella prima giovinezza, con l'illusione del ricordo, con la sofferenza che insegue la speranza. Era certo che la sua non fosse una storia isolata, bensì frequente e che tanto amore, dopo il gran passo, dopo le sue Colonne d'Ercole, brillerà nelle notti con una nuova stella.

Franco Ruinetti

martedì 26 giugno 2018

Rassegna FA2017 (30)

Rassegna delle opere presentate al Premio FighilleArte2017 - sezione opere da studio......



lunedì 25 giugno 2018

Gli spilli di maneglia (304)



........tempo di mare e avventure sulla spiaggia per i cassonettari di Man....