lunedì 16 luglio 2018
sabato 14 luglio 2018
venerdì 13 luglio 2018
giovedì 12 luglio 2018
Rinnovo del consiglio proloco per il periodo 2018-2021. Giulia Maestri nuovo presidente !
L’anno 2018 il giorno 11 del mese di luglio
alle ore 21.00, presso la sede Sociale, espressamente convocato si e’ riunito
il Consiglio Direttivo della Pro Loco Fighille, per trattare e deliberare sul
seguente
ORDINE DEL GIORNO
1.
Nomina del nuovo Presidente
e rinnovo delle cariche sociali;
2.
Attribuzione del potere di firma su
C/C bancario;
3.
Varie ed eventuali.
Prende la parola uno il presidente uscente, Giorgeschi Samanta, che funge anche da verbalizzatore. Il presidente verifica la validità della seduta in quanto presenti 14 consiglieri eletti su 20. Sono assenti Biagioni Michele, Catacchini Fabio, Capacci Alessandro, Rossi Giorgio, Monaldi Lorenzo, Bartolini Nicola.
Sul 1° punto il presidente
fa presente che il Consiglio deve provvedere, ai sensi dello Statuto, alla
nomina del nuovo Presidente, carica a cui personalmente deve rinunciare per
impegni di lavoro. Invita inoltre il Consiglio, qualora ne ravvisi la necessità,
a provvedere alla nomina di altre cariche sociali. Ringrazia, a nome
dell’intero Consiglio della ProLoco, i consiglieri uscenti Acquisti Alessio,
Branchi Massimiliano, Ganovelli Francesco e Santinelli Ilaria per il lavoro
svolto negli ultimi tre anni contraddistinti da passione, disponibilità ed
impegno.
Il presidente uscente ricorda infine le figure dei due consiglieri, Maestri Enzo e Taschini Damoris, deceduti durante lo scorso mandato.
Si procede quindi alle nomine.
Il presidente uscente ricorda infine le figure dei due consiglieri, Maestri Enzo e Taschini Damoris, deceduti durante lo scorso mandato.
Si procede quindi alle nomine.
La presidente
dell’assemblea comunica che il consigliere eletto Bartolini Nicola rinuncia
alla nomina per impegni di lavoro. Subentra al suo posto il primo dei non
eletti Vadi Vadero.
All'unanimità viene
deliberato di nominare come Presidente dell’Associazione la Sig.ra Giulia Maestri, la quale accetta. Viene
eletto alla vicepresidenza Pietri
Pasquale e come Tesoriere Testa
Antonio. Come nuovo segretario viene eletta Samanta Giorgeschi.
Il consiglio risulta quindi
completato da seguenti consiglieri:Bartolomei
Diego, Tavernelli Gino, Puleri Massimo, Rossi Giorgio, Catacchini Fabio, Picchi
Alessandro, Bigi Marcello, Capacci Alessandro, Braganti Marfisio, Biagioni
Michele, Monaldi Lorenzo, Vadi Vadero, Massetti Sergio, Cardelli Leo, Cerboni
Marco, Mirabucci Casperchi Loris.
mercoledì 11 luglio 2018
martedì 10 luglio 2018
lunedì 9 luglio 2018
sabato 7 luglio 2018
venerdì 6 luglio 2018
Altri tempi... (by Franco Ruinetti)
I 'corvi neri'
Eravamo appena ragazzi nei primi anni '50 e subito
dopo aver pranzato si correva nell'alberato Parco della Rimembranza, per
giocare al pallone. Tutti i giorni una sfida. Quando s'era in numero dispari,
uno faceva il direttore di gara, altrimenti eravamo contemporaneamente
giocatori e arbitri. Talvolta s'accendevano discussioni, non esisteva né il
fuori gioco, né il calcio d'angolo. Non si poteva dare cazzotti. Il campo
presentava delle irregolarità. Le dimensioni contenute consentivano di segnare
molti gol. Quando il calciatore aveva la palla, difficilmente la passava al
compagno di squadra, procedeva verso la porta avversaria, zigzagando tra gli
oppositori che cercavano di ostacolarlo. Doveva scartare non solo i ragazzi e
uno o due ippocastani, capitava dovesse dribblare persino il cane di Menchino
quando faceva un'incursione e correva come pazzo.
Successero anche fatti, che, di certo, chi li ha
vissuti, non li ha dimenticati. Una volta Tonio tirò un calcio con tutta la
forza, ma la palla finì oltre la strada e centrò la testa di una giovane che
stava amoreggiando seduta all'ombra su una panchina di pietra. Il fidanzato
s'alzò di scatto e cominciò a rincorrerci gridando e gesticolando. Ma noi,
recuperata la palla, che non era pesante perché di gomma, ci sparpagliammo
fuggendo, così l'energumeno, disorientato, sembrò calmarsi e tornò all'ufficio
bruscamente interrotto.
Si urlava, sudava, ci scambiavamo, ma
involontariamente, calci sugli stinchi, si litigava forte, però la rabbia
evaporava con la fine della partita.
Una volta il solito Tonio sferrò una poderosa pedata
a vanvera e la palla finì nella strada addosso al corteo dei seminaristi
(allora a Sansepolcro c'era il seminario), che tutti i giorni uscivano in
ordine per godere di un'ora d'aria. Erano i 'mezzi preti', in schiera a due per
due. Indossavano la talare, li guidava un prete vero alto come un cipresso.
Quella palla, capitata tra le tonache, fu una tentazione irresistibile,
un'improvvisa ubriacatura collettiva. I pretini ruppero le righe, fecero invasione
di campo, precipitarono come un'orda alla volta dell'ultimo difensore Gigetto,
che si riparò dietro il querciolo, un palo della porta, e gridò a tutto fiato:
“I corvi neri, i corvi neri!”
Il prete-cipresso, durante la sedizione non si
mosse, rimase come piantato in mezzo alla strada e i seminaristi, segnato il
gol fuori ordinanza, si ricomposero in fila a testa bassa. Dopo quel giorno non
si videro più sfilare nella strada che costeggia il Parco della Rimembranza.
Nella piazzetta
Nel '47, l'anno prima del terremoto e delle decisive
votazioni, io frequentavo ancora la scuola elementare. La mattina mi sbrigavo
per andare nella piazzetta di Santa chiara almeno venti minuti prima che la
bidella aprisse il grande portone della scuola. Mia madre apprezzava questa mia
premura. Poveretta, non poteva immaginare che quella fretta non derivava dalla
voglia di studiare. La piazzetta, di prima mattina, per me era magica, piena di
vita, mi piaceva. In un lato s'apriva il fondo del maniscalco, un antro
annerito dal fumo, dove talvolta si vedevano gli animali portati a ferrare. Il
maestro disse che si chiamava mascalcia. Ero contento e mi sentivo importante
quando giravo la ventola della forgia, per il quale piccolo servizio fui
compensato con un ferro di cavallo porta fortuna, che prima tenni nella
cartella, poi lo misi sotto il guanciale e infine non lo ritrovai.
Talvolta capitava che alcuni di noi ragazzi, chi
c'era c'era, all'improvviso ci si disponesse per saltare la cavallina. Deposte
le cartelle, balzavamo sui gropponi di quelli che s'erano accovacciati in fila
fino a quando la catasta crollava con urli e battimani. Il gioco era corale, di
certo non istruttivo e anche un po' pericoloso, ma allora bastava poco per
divertirsi, poi nessuno si faceva male.
Altro gioco abbastanza praticato nella piazzetta era
il battimuro con le monete avanzate dal fascismo. Ci si inginocchiava, si
scagliava la moneta da una certa distanza e vinceva quella che restava più
vicina al muro. Io vinsi e mi ritrovai un barattolo di soldi di varie leghe, da
pochi centesimi fino alle due lire. Li tenevo da conto, poi non so che fine
abbiano fatto.
Una mattina la Nella, più tonda che alta, litigava
col marito seduto a fumare sul parapetto della vasca al
centro della piazza. Lei ad un tratto si mise a gridare forte, ad agitare
le mani, ma lui faceva l'indifferente, volgeva lo sguardo in alto, da un'altra
parte. Allora lei, di scatto, lo prese per i piedi e lo rovesciò nell'acqua.
Così quella mattina io scrissi nel diario, sul quaderno di classe, che quella
donna aveva inzuppato il marito, gli aveva fatto fare il bagno, il bucato e gli
aveva spento la sigaretta. Conclusi sentenziando che le mogli grasse e corte
sono pericolose.
Franco Ruinetti
giovedì 5 luglio 2018
martedì 3 luglio 2018
lunedì 2 luglio 2018
sabato 30 giugno 2018
venerdì 29 giugno 2018
giovedì 28 giugno 2018
mercoledì 27 giugno 2018
Amore platonico... by Franco Ruinetti
Era un bel giovane, poco socievole.
Lo aveva investito un amore violento. Studiava quello che gli pareva. Aveva nel
cervello un'idea fissa: ricciola, bionda, con gli occhi celesti. Qualche
ragazza lo guardava, ma lui pensava a quella che, incontrandolo, abbassava lo
sguardo, non lo guardava. Così pensava che non lo pensasse, però, in realtà,
non lo sapeva perché non le aveva mai parlato, era timido, insicuro, aveva
paura del rifiuto. Rimaneva nell'incertezza, in fondo alla quale insisteva un
barlume di speranza, mentre un eventuale 'no' dichiarato avrebbe chiuso il
sipario con la scritta 'fine.'
Amava un'assenza, come i più grandi
dell'antologia, Dante e Petrarca, ma loro erano contenti, lui no. Quell'amore
era dolore, del quale non poteva fare a meno, lo desiderava. Era una pena
continua.
Col passare del tempo la sua
patologia spirituale divenne cronica. Faceva il proposito di azzardare, di
cercare quella ragazza e fermarla, ma non lo faceva, risolveva di parlarle alla
messa della domenica, ma c'era quell'amica. Le andava vicino, però rimaneva
impacciato, muto.
Così passarono gli anni, una
decina, durante i quali lei si sposò e anche lui si sposò. Quando una mattina
di maggio, nel viale dei tigli, se la vide davanti. Teneva per mano i due figli
con gli zainetti sulle spalle. Si era un po' irrobustita, ma aveva ancora
qualche riflesso fulgido dell'adolescenza.
D'impulso le sussurrò:
“Ti ho sempre amata”.
“Anch'io”.
Poi ognuno proseguì nella propria
direzione. E la pena s'ingentilì. Però fu doppia.
Passarono altri anni, ma non
trascolorò quell'idea fissa ricciola, bionda, con gli occhi celesti. Ormai lui
viveva in un'altra città, ma periodicamente tornava al paese per deporre
qualche fiore sulle tombe dei suoi genitori e dare un saluto ai mancati
suoceri, presso i quali, come sperava, finalmente la rincontrò. Ma non era più
la stessa. Gli fece venire in mente il biancospino quando ha perduto
l'infiorescenza. Solo gli occhi erano ancora due gocce di cielo. Fu contento
dell'incontro, di averci per la prima volta, pur brevemente, conversato. Fu
come se si fossero detti solo gli indici di due libri bugiardi. E la pena non
trascorse, ma gli fu amica malinconica.
Per tutta la vita aveva tradito la
moglie con quella luce che lo aveva colpito nella prima giovinezza, con l'illusione
del ricordo, con la sofferenza che insegue la speranza. Era certo che la sua
non fosse una storia isolata, bensì frequente e che tanto amore, dopo il gran
passo, dopo le sue Colonne d'Ercole, brillerà nelle notti con una nuova stella.
Franco Ruinetti
martedì 26 giugno 2018
lunedì 25 giugno 2018
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