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sabato 23 novembre 2013

Visti al museo (63) - Panzavolta

  


Carlo Panzavolta fra i protagonisti del Piccolomuseo di Fighille, è stato protagonista dal 14 settembre al 20 ottobre 2013 di una nuova importante mostra personale presso il Palazzo di Residenza della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forli'.
La mostra ha proposto una cinquantina fra tele e disegni (questi ultimi in gran parte inediti) in grado di coprire un arco cronologico di oltre 30 anni e che l’artista ha voluto dedicare ai “Viaggiatori di periferia”.




I "Viaggiatori di Periferia" di Carlo Panzavolta riaprono le mostre al Palazzo del Monte di Pietà Eventi a Forlì
Un luogo  come un altro - rileva il critico Rosanna Ricci, illustrando il titolo e lo spirito della mostra - Una  folla di persone, ciascuna  chiusa in una  sua identità incomunicabile. Carlo Panzavolta  entra  dentro  questa  condizione umana, la  indaga, la  esplora, la  fa  sua. Poi, secondo il ritmo di un realismo dai toni espressionistici, l’artista propone la variegata realtà umana  e le sue ambiguità in un coinvolgente e magistrale  ritratto di personaggi. Sulla scena  di un teatro immaginario  si addensa una moltitudine di persone  fisicamente  vicine, ma  psicologicamente  distanti.: nel fragile specchio della vita si riflettono gli umori e soprattutto l’indifferenza di un’umanità che non trova stimoli e voglia per dialogare. Panzavolta  osserva e riproduce  frammenti  di realtà, ma non lo fa in modo impersonale: in ogni personaggio inserisce un po’  di sé,  della sua personalità e della sua sensibilità d’uomo e d’artista. Ovviamente non può mancare, in queste opere, la meditazione  sul  ‘doppio’ che  si nasconde  dietro l’apparenza, e il desiderio di interpretare  atteggiamenti  alla ricerca dell’umanità nascosta.  E poi  ci sono le  emozioni e le  riflessioni. Di conseguenza  anche un breve  segno, un colore  più intenso, oppure l’insistenza su un particolare, rendono vivi i personaggi e  significative le loro espressioni.  Non c’è in Panzavolta  l’intenzione di sottolineare il ‘male  di vivere’  né  il dipinto vuol  essere  strumento di denuncia  o  di provocazione . C’è invece  la  volontà di ‘leggere’ quella realtà  e  di incrociare  i significati nascosti nella fissità di uno sguardo, nella piega  del labbro o in un gesto apparentemente banale. L’artista non si limita a ‘fotografare’ la realtà, ma ne registra gli umori con partecipata attenzione, senza mai lasciarsi contaminare  da esperienze artistiche lontane  dal  suo  sentire. Il realismo delle immagini è per lui una scelta consapevole e coerente, ma  è anche il desiderio di capire  ciò che di misterioso e di non detto sta dietro l’apparenza, come le figure ampiamente dimostrano In tutto ciò vibra  amore, un  grande  amore  per la vita, per la natura, per l’arte. I colori  misuratissimi e  caldi dichiarano ciò che la riservatezza dell’uomo non intende esprimere apertamente . L’ambiente pittorico cesenate degli anni  ‘60’  è stato probabilmente il  filtro entro cui Panzavolta  ha  maturato il  suo linguaggio espressivo senza però mai tradire l’autenticità del  suo stile. Lo studio della  figura, la scelta  oculata  dei colori e l’armonia  dei passaggi cromatici, la proiezione precisa  del segno aggiungono forza (e  talora  poesia)  all’urlo, all’aspetto assente o intrigante nascosto dietro i grandi occhiali scuri  dei personaggi . Sia  nelle opere  di grande  formato, sia in quelle  di piccole  dimensioni, l’artista  trasferisce  la  sua  competenza pittorica  frutto  di lunghe  ore di studio e di infaticabile  esperienza:  la profondità prospettica  articolata, il riverbero  di luci, gli impasti materici aprono spazi e  dialoghi  dilatati dalla proiezione  emotiva dell’artista la quale si  irradia  dalle  campiture  del fondo fino ai volti in primo piano. Passato e presente, memoria ed  attualità  paiono scorrere  sui volti e  sui gesti dei personaggi dove  ogni atteggiamento ha una  storia . Una storia che apre le porte a numerose chiavi interpretative lasciando campo libero all’immaginazione L’abilità artistica di Panzavolta si evidenzia sia negli oli sia nei disegni.. L’eleganza e  la  qualità del segno trovano libera espressione nelle figure di uccelli che sembrano uscire quasi per  magia  da una fitta  rete grafica.  La sensibilità e l’attenzione nello sviluppo di questi fili attorcigliati frutto di matite  appuntite,  indicano una qualità esecutiva straordinaria tanto da rendere le immagini simili ad incisioni. La vera  arte  non conosce  confini”.