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giovedì 14 novembre 2013

Visti al museo (61) - Cellanetti

  


L'artista Sandro Cellanetti, da anni presente nel Piccolomuseo di Fighille, è protagonista dal 12 ottobre 2013 al 9 maggio 2014, nella prestigiosa sede di Palazzo Borghese a Firenze,  di una mostra personale dal titolo “Tra i territori del sogno”.

 

L’esposizione curata dall’illustre Storico dell’Arte di fama internazionale, Prof. Carlo Franza, che firma anche il testo in catalogo, riunisce oltre quaranta opere dell'artista Sandro Cellanetti, apparso agli occhi della critica europea come vivace e innovativa figura dell’arte contemporanea capace di segnare i nuovi svolgimenti del segno e del colore, anche salvando quell'immagine come autentico segnale di nobiltà. 


Scrive Carlo Franza nel testo: “Il lavoro di Sandro Cellanetti è gravitato e gravita fra neofigurazione e informale, anche se quest'ultimo mondo è il clima e il territorio dove la sua creatività trova fertile seminagione. L'intera costellazione di opere neofigurali vivono l'attualità, la folla, la società e i consumi cittadini, le architetture del presente, e manifestano un’idea di originalità e di autorialità dove viene messo a fuoco un forte predominio fotografico, senza mai abbandonare totalmente la pittura.  La sua è una tecnica distintiva che partendo da quelle riflessioni che mossero tutti gli sperimentalismi degli Anni Settanta del Novecento oggi finalmente trova in lui un autore che ha sedimentato ogni visione per significarci ancor di più il cambiamento e le favolose trasformazioni. I risultati sono sotto gli occhi di tutti, perché le composizioni spesse volte anche di grandi dimensioni, ci raccontano città e campagne tra passato e presente, un look di colore e di segni che è la prova del miglior successo. Al linguaggio alto dell’arte e ai contenuti così radicati nella realtà innerva l’urgenza del particolare e del dettaglio, l’interesse per i simboli che diventano processo di libertà e stupore, senza far distogliere lo sguardo dal centro della scena. Oltre l'immagine figurale ecco la campionatura della materia che attraversa il suo odierno percorso informale. E' così che in genere l’immagine di Sandro Cellanetti è vitalistica ed esplorativa, nasce da un gesto forte che si proietta su una pasta di colori acidi e balenanti, per restare assorbita in un contesto pittorico dibattuto e intenso dove la materia si offre in una serie di forme ricche, vitali, ma approssimative e sempre partecipate. Siamo sempre nel campo della pittura neoinformale, in uno spazio che è un addensamento estremo di tensioni e compressioni che in un punto si coagulano, dove il gesto si torce, ripiega, si svolge con scatti improvvisi, si frantuma e si assorbe nella pasta-colore che tutt’intorno l’assedia. Cellanetti vive intensamente proprio questa fase postindustriale della nostra società e la esprime con immagini di tracce e impronte, e reperti che ne testimoniano il clima, ma tutto si svolge in una silenziosa e meditata ricerca che avanza su un difficile piano critico, equivalenza fra materia e immagine tenute sempre in un equilibrio bilanciato e, nelle prove più felici, condotte ad una identificazione e compenetrazione profonda; e vi arriva con quel vivo brulicare della segnicità, intensificato dall’uso dei colori violentemente timbrici che stimolano una lettura percettiva mobile”