giovedì 15 marzo 2018

Concorsi di pittura 2018 - Risultati (1) / Cesena



Si è svolta nei mesi scorsi, a Cesena, la 43° edizione del Concorso Nazionale di Pittura "La margherita d'argento" / 40° Trofeo Achille Medri. Come da tradizione importante la partecipazione degli artisti e grande il successo della manifestazione. Questi i principali premi assegnati per le varie categorie in cui si articolava il concorso:

PREMIAZIONE SEZIONE GRAFICA-ACQUERELLO 

1° premio - Felici Ugo 

2° premio - Panzavolta Carlo 
3° premio - Smirnova Tatiana / Patat Francesca 
PREMIAZIONE SEZIONE PICCOLO FORMATO
PRIMO PREMIO Ido Erani, Giuliano Censini, Ugo Felici, Cirillo Murer, Giuseppe Fochesato  
SECONDO PREMIO EX AEQUO Raffaele Fiore, Bertelli Romano 
PREMIAZIONE SEZIONE PITTURA 
PRIMO PREMIO EX AEQUOCarlo Panzavolta, Civitarese Antonio, Paolo Fedeli, Giuliano Censini, Elio Carnevali, Sandro Cellanetti, Marco Rosellini
SECONDO PREMIO EX AEQUO Murer Cirillo, Silvio Zago, Alberto Zappa, Tosarelli Doriano 
TERZO PREMIO EX AEQUO Gianpiero Castiglioni, Finco Alberto, Fabrizio Filippi, Egidio Ghirlandi, Roberto Cheula 
SUPERPREMI EX AEQUO Francesco Costanzo, Fernanda Morganti, Casadio Roberto 
PREMI SPECIALI 
Targa Artistica “ Fiumana Nello” al pittore Pace Marco(Teramo)
Targa artistica “  Bianchi Lino” al pittore Maltoni Mauro (Forlì)
Targa artistica “ Santarelli Elio” al pittore Gulberti Attilio (Montebello Vicentino Vi)
Trofeo Achille Medri al pittore  Bosello Gianluca(Cesena Fc)
La Margherita d’Argento all'artista  Cavedon Gianpiero (Thiene Vi)
Medaglia del Pontefice all'artista Bedeschi Nevio(Faenza Ra)

https://www.youtube.com/watch?v=0A9mmV9VSfA
                   

a questo link un filmato dedicato alla manifestazione:  
https://www.youtube.com/watch?v=0A9mmV9VSfA

Rassegna FA2017 (2)

Rassegna delle opere presentate al Premio FighilleArte2017 - sezione opere da studio......

mercoledì 14 marzo 2018

Con l'occhio di Man (62)


Appuntamento con la fotografia espressionista e surrealista di Man....



martedì 13 marzo 2018

Rassegna FA2017 (1)

Rassegna delle opere presentate al Premio FighilleArte2017 - sezione opere da studio......

lunedì 12 marzo 2018

Gli spilli di maneglia (290)



  il post elezioni politiche è all'insegna del gelo: posizioni congelate, nessuno ha i voti per governare. 
Lo farà solo chi riuscirà a"scongelare"  i voti mancanti....!

domenica 11 marzo 2018

sabato 10 marzo 2018

Le cattedrali mai viste (di Luciano Filippi)

Luciano Filippi visto da Man
Luciano Filippi è un artista molto noto nell'ambiente artistico italiano per essere ormai da decenni uno dei protagonisti dei principali concorsi di pittura nazionali. Anche a Fighille è stato piu' volte premiato  per le sue splendide vele e per le sue cattedrali, tra l'altro presenti anche nel nostro museo.
Un'aspetto meno noto della sua arte ma ugualmente meritorio di essere segnalato è quello che riguarda la modellazione in ceramica delle sue cattedrali, opere esposte in piu' occasioni a Rimini. Il risultato ci appare ugualmente affascinante e degno di nota
Ecco alcune foto.....

una cattedrale di Filippi in mostra a Rimini
Filippi in posa con una sua cattedrale
una cattedrale su tela

venerdì 9 marzo 2018

Con l'occhio di Man (61)


Appuntamento con la fotografia espressionista e surrealista di Man....


giovedì 8 marzo 2018

8 marzo

Oggi 8 marzo festa della donna...  lo ricordiamo con quest'opera dell'artista aretina Laura Serafini piu' volte protagonista al Premio di Pittura di Fighille e fra le voci piu' interessanti della pittura contemporanea. 

martedì 6 marzo 2018

Con l'occhio di Man (60)


Appuntamento con la fotografia espressionista e surrealista di Man....


lunedì 5 marzo 2018

Gli spilli di maneglia (289)



  Finalmente è finita: chiunque abbia vinto.....tranquilli non cambierà nulla! Di positivo solo il cessare del continuo latrare dei candidati....!

domenica 4 marzo 2018

Opera della settimana (265)



L'opera selezionata per questa settimana è dell'artista Riccardo Antonelli

sabato 3 marzo 2018

Cartoline dal Piccolomuseo di Fighille

 
Una cartolina dedicata al Piccolomuseo di Fighille tratta dall'opera di Sandro Cellanetti....

venerdì 2 marzo 2018

Gli Amici...by Franco Ruinetti


Ho degli amici a Fighille, giovani, di una generazione e mezzo dopo la mia. 
Il maggiore comune interesse che ci accomuna è il concorso di pittura. 
Gino è un personaggio che ha nella mente un balenare di idee. Presso la scuola, lì a Fighille, rispettando l'identità del luogo, riassumendola, ha realizzato un salotto all'aperto con la statua de La Temperanza al centro. Da anni pubblica un settimanale on-line molto seguito. Sua moglie Catia è auriga e collaboratrice.

Marcello è uno che ha pochi spiccioli, preferisce il fare al dire. Una volta, quando gli dettavo delle motivazioni critiche da battere al computer, sbottò: “Sono tutte litanie”. Sua moglie, la Sara, è dolce e decisa. Tutti i giorni salta l'Appennino per incontrare i suoi alunni.

Sandro, per l'anagrafe Alessandro, è ingegnere, politico locale, mister della squadra di calcio, atleta a tempo perso. Con la Silvia forma una coppia che sembra ancora in luna di miele. “L'uno più bello dell'altra”, disse una pittrice, poi aggiunse: “E viceversa”.
Quando capito a Fighille, per la strada, al bar o al supermercato, sicuramente incontro Ivano. E' da tutte le parti come il prezzemolo. Mi fa piacere scambiarci qualche battuta. Con lui è subito festa.

Ormai raramente vedo suo fratello Leo, che pure conosco da quando era ragazzo e, con la bicicletta a marce ridotte, s'arrampicava sui monti. Ricordo che in una mattinata limpida, salito a piedi fino verso la Spinella, per l'urgenza di una minzione, m'ero appartato dietro l'esultanza del biancospino. Leo comparve d'improvviso, fece una frenata e, dall'altra parte della siepe, svolse la stessa funzione. “Per solidarietà”.

Oltre che degli autoctoni dovrei parlare di numerose altre persone provenienti da ogni latitudine, che incontro nei giorni dell'annuale rassegna. Con tutti, complici gli scherzi e l'arte, si stabilisce confidenza. Fighille, per me, è l'oasi dell'amicizia. Ma non li nomino perché sono troppi.

Però devo ricordare Michele, che è membro della giuria del concorso. E' un'enciclopedia vivente delle tecniche pittoriche, prezioso per lo studio, lo scandaglio dei dipinti.
Ho altri amici a Fighille. Sono coloro che hanno dovuto cambiare residenza e guardano dall'alto le loro case, la valle. Talvolta vado a trovarli, così riaccendo il passato.

Italiano è stato il primo che conobbi in questo pizzico di paese. Avevo forato una gomma proprio davanti al cancello della sua casa. Lui mi aiutò, poi volle che facessimo merenda insieme con le salsicce sotto olio, che così buone non ne ho più mangiate. 
E' l'amico che ha intravisto appena l'alba del terzo millennio.

Lassù, sulla collina, gli tiene compagnia Americo, che ha lasciato in eredità il lavoro a molte persone. Tra l'altro inventò la rassegna pittorica, che oggi è tra le più longeve e frequentate in Italia.

Italiano e Americo: li vedo ancora. Nel silenzio.
Franco Ruinetti




giovedì 1 marzo 2018

Spigolature nei nascondigli del passato (by Franco Ruinetti)


I ricordi ad una certa età (terza o, ancor più, quarta, così si definiscono i vecchi, con garbata circonlocuzione eufemistica) s'accendono nella mente, prendono per mano, rappresentano la retromarcia del tempo. Sono il ripasso degli episodi, vengono, si spengono, e, quando meno te l'aspetti, tornano. Ecco, al proposito, la Luana. Frequentava al Borgo la seconda liceo. Anch'io ero studente, ma più spesso assente che presente alle lezioni. L'aspettai quasi tutti i giorni d'aprile all'uscita dalla scuola cercando di mettermi in vista a cavallo di quella Gilera vecchia, riverniciata di rosso fiamma e con i capelli impiastrati di brillantina solida. Infine mi feci coraggio e le parlai. Fu subito carina e, dopo una settimana fissammo un appuntamento per il pomeriggio. Venne. 

Attraversammo in moto la valle piena di sole e di contentezza, quindi sostammo nel piazzale davanti al Santuario di Petriolo e, mano nella mano, veleggiammo dall'Alpe della Luna al Monte Catria. Entrati in chiesa, ci inginocchiammo. Ero al centro del silenzio e del mondo. 
Le sussurrai un nugolo di parole, che non ricordo, mentre non ho dimenticato che ad un tratto le proposi: “Ci sposiamo?” “C'è tempo”, rispose. Ma io insistetti: “Qui e subito, abbiamo come testimoni i santi e gli angeli, che valgono più di qualche bellimbusto. Questo è un matrimonio senza pranzo, né torta, segreto, ma per sempre”.

Ci abbracciammo commossi. Io almeno lo ero profondamente.

Va bene, siamo sposi a nascondino”.

Qualche giorno dopo eravamo in un praticello tra le ginestre accese di verde e di giallo su una sponda del torrente Afra. Lei diceva con risolutezza che dovevo legarmi le mani.

Sono prigioniero d'amore, ma senza catene”.

Allora d'improvviso s'alzò, tornò a casa a piedi e io rimasi come un baccalà. Così, solo dopo una sessantina di baci (questo fu il mio rendiconto), finì il nostro matrimonio indissolubile. Non tornai ad aspettarla all'uscita dalla scuola anche perché fui centrato in pieno da un colpo di fulmine, con la coda di cavallo, nera come l'inchiostro di china e come gli occhi dai luccicori improvvisi, che si chiamava Laura. Dopo un breve corteggiamento e ripetute insistenze la condussi al bar dove, pagando un gelato ed un caffè, dilapidai i miei averi, infatti io non partecipavo proprio alla festa del boom economico. Quindi ci avviammo in moto verso il Tevere. Volevo ripetere il sacramento a Petriolo. Per prepararlo feci sosta a San Leo, nello spiazzo davanti al cimitero. Ma, quando m'avvicinai e capì le mie intenzioni, che, in verità, non erano troppo spinte, mi sferrò un pugno condito con parolacce. Ero impacciato, non sapevo come nascondermi, mentre un uomo fermo sulla bicicletta, con un piede piantato per terra, ci guardava muto. Feci fatica a calmarla e a restituirla al Borgo.

Questo fatto mi ferì e mi inibì almeno per un paio di mesi. Il tempo, anche poco, guarisce certi malesseri, e poi m'aiutò Charlie Chaplin perché incontrai, non rammento dove, un suo aforisma: ”Un giorno senza un sorriso (di una ragazza) è un giorno perso”. Infine mi imbattei in quella che sposai davanti ad un prete vero, tanto vero che pesava un quintale e mezzo.

Questo matrimonio dura ancora, cioè da una sessantina di anni. E' fuori moda, considerato che nell'era corrente sono sempre di più le separazioni e le libere unioni. Io e mia moglie abbiamo fatto tutte le battaglie, gli armistizi e i trattati di pace che si trovano in un libro di storia.
Ma non ci siamo mai arresi.

Franco Ruinetti

martedì 27 febbraio 2018

Cartoline dal Piccolomuseo di Fighille

 
Una cartolina dedicata al Piccolomuseo di Fighille tratta dall'opera di Antonello Riommi....