lunedì 16 maggio 2022

Gli spilli di maneglia (509)

 

             

...Rimini invasa dagli Alpini per il raduno delle "Penne Nere" con  qualche "pecora nera" al seguito!

martedì 10 maggio 2022

Amici supplenti (by Franco Ruinetti)

 

 

   

AMICI SUPPLENTI  
 
Prima della pandemia, dopo avere cenato, restavo in casa di rado, passavo le ultime ore della sera con gli amici. Non si faceva niente in particolare; era bello oziare alla bocciofila, intorno a qualche bicchiere o passeggiare nelle chiacchiere lungo le aiuole del giardino. 
Col passare del tempo gli amici sono diradati come i capelli in testa, ma gli incontri continuavano ad essere piacevoli, l'età non pesava, era leggera. Le preoccupazioni si lasciavano a casa e Checco, che era arrivato quasi di là, quando tornò disse: “Non mi hanno fatto passare perché non avevo il certificato col timbro e la firma, la burocrazia non transige, sul gran portone sta scritto: LA FORMA E' ANCHE SOSTANZA.” 
 Dai primi mesi del '20 addio ai veri amici. Il covid ha costretto tutti pressappoco agli arresti domiciliari. Gli amici supplenti sono il cellulare, il computer e, per me, in primo luogo, la TV. Hanno il cuore freddo. Quindi anche io ho cambiato vagone nel tragitto dell'esistenza.Così sono diventato alunno, quotidianamente per ore, della più grande scuola che dal piccolo schermo straripa per dilagare in tutte le case.
Situazione strana; siamo io e lui, cioè il video, dove sono tanti, parlano sempre loro, io zitto, vedo, sento, sono nascosto spesso nel buio, anonimo dell'audience. 
Seguo con curiosità la madre di tutte le scuole. E ricordo chiaramente ancora gli ordini del mio maestro che fa le giravolte nella tomba: “Silenzio, braccia conserte”; Non volava una mosca. Poi: “In piedi, arriva il signor direttore.” 
 

La nuova pedagogia, quella libera della docente TV, in sintonia con la corrente civiltà, potrebbe esprimersi così: “Ragazzi, fate il gesto dell'ombrello.” Sennò; “In alto, dritto il dito della mano destra.”Lo so: gli studiosi hanno da sempre detto che la lingua è in continua evoluzione. Al proposito vale rammentare che nel giro dei secoli il latino è diventato volgare, poi italiano. Ora, però, gli aggiornamenti espressivi, vocali e mimici, sono vorticosi e, con loro c'è anche un miscuglio di inglese.Mi preme precisare che non faccio il bacchettone. Dico che è facile compito per quelli che siedono sulle cattedre più alte sparare con l'indice e ripetere 'O tempora o mores!' Perché io mi diverto, non giudico. Prendo atto della frattura che c'è tra la scuola ufficiale, nella quale mi sono inpegnato per decenni, con uno stipendio malinconico e quella che passa per le antenne. Gli insegnanti, che a fatica arrivano al tempo indeterminato, sono colti e corretti. Educano. Certi professionisti del piccolo schermo invece (meno male, solo alcuni) fanno saltare i ponti del galateo tra risate, battimani e, in quanto docenti della maleducazione, prendono soldi a palate. 
TV, cellulare, computer: grazie amici supplenti nel lungo periodo della solitudine pandemica. Ho detto amici, ma la definizione è impropria Meglio dire rifugi, ammazzatempo. 
Ma c'è un motivo che mi batte in testa e che nel volgere dell'evo contemporaneo ha guadagnato, comparendo nel piccolo schermo, i favori dell'attenzione. E' uno scorcio, un particolare che subito diventa protagonista. Lo chiamano eufemisticamente, come fosse un segmento geometrico, 'lato b'. Lo si vede in programmi di intrattenimento, nella pubblicità o quando meno te l'aspetti; genere femminile, allegro, al naturale, quasi del tutto nudo, con una strisciolina di stoffa al centro, verticale, è elegante, sembra una cravatta. 
Che dire? E' un orizzonte interessante, un belvedere. E' come il jolly che porta fortuna, è come il prezzemolo che sta bene in tutte le salse. 
Gli amici supplenti non riempiono il vuoto lasciato da quelli veri, ma anche loro, qualche volta almeno momentaneamente, fanno scordare un sottile malessere di vivere.
Franco Ruinetti

lunedì 9 maggio 2022

Gli spilli di maneglia (508)

             

...i talk-show italiani, in perenne aggiornamento su covid e guerra, stanno mostrando il volto peggiore dell'Italia !

lunedì 2 maggio 2022

Gli spilli di maneglia (507)

             

...la capacità tutta italiana di creare problemi dove non ci sono in modo da non risolvere quelli reali !

 

lunedì 25 aprile 2022

Gli spilli di maneglia (506)

             

....un buon 25 aprile sperando ci conduca anche verso la Liberazione dal Covid !

lunedì 11 aprile 2022

Gli spilli di maneglia (504)

            


....verso una Pasqua di guerra con l'augurio che prevalga la colomba della pace !

martedì 5 aprile 2022

Sognando da sveglio (by Franco Ruinetti)

 

   

SOGNANDO DA SVEGLIO

La mia solitudine

In casa non trovo pace, c'è sempre da fare, spesso piovono brontoli a scroscio, allora svicolo, vado nel parco vicino, mi siedo su una panchina sotto il gazebo a fare il vecchio solitario, a fare una bella vacanza gratis di un'ora al massimo.

Resto piantato lì eppure vado lontano nello spazio e nel tempo. Sogno da sveglio. Il sogno da sveglio è parente di quello del sonno.

Oggi, ad esempio, poco fa, durante il breve allontanamento dalla famiglia, m'è venuto incontro l'avo, che, salendo i gradini della scala genealogica è mio zio, Tomaso, il quale già all'età di 22 anni, ai primi del '600, pubblicò un libro di scrittura cancelleresca dedicandolo al cardinale Pietro Aldobrandino, dimostrandosi, benché giovane, maturo adulatore. Era un disegnatore elegante e il suo autoritratto è vivo. Mi è sembrato di vederlo scendere dalla copertina e di sentirlo parlare esprimendosi, come scrive e come allora usava, cioè con i riccioli alle parole.

Respiravo lentamente, avevo lo sguardo perso, sentivo, come altre volte mi è successo, di essere viaggiatore nella grande carrozza della terra, che mi trasportava, senza biglietto, verso una destinazione ignota. Che molti la dicono essere un grande giardino sfolgorante di luce. Speriamo che risponda a verità. Il transito era liscio, muto e il convoglio correva a velocità incredibile. Nulla sembrava muoversi, avevo la certezza di essere fermo. Mi sentivo pervaso da un'onda di benessere fatta di silenzio, fatta di un niente amico. Tacevano le foglie. D'improvviso, però, mi è saltato addosso un cane di media taglia, che aveva un odore forte, puzzava, ma è stata una festa. Ha rotto la mia solitudine, m'ha fatto scendere giù dal treno del pianeta. Il ritorno non è stato traumatico, ma piacevole perché la bestiola, vecchia conoscenza, chiedeva carezze.

“Fido, vieni. Non si preoccupi, non è cattivo.”

Accarezzavo il cane, che non è un nobile, ma un generico, senza il certificato detto pedegree, che mi ha fatto pensare alla gente “comune”, alla quale appartengo. Ma non mi piace il termine “comune”, che è all'opposto di quelli baciati, certificati dalla fortuna, di tutta la gente di seconda e terza classe.

Poi il bastardello se n'è andato. Ha alzato in fretta una zampa di dietro al tronco del primo castagno d'India per depositare la firma. Quindi sono tornato al mio isolamento, nell'oasi del silenzio.

Guardando verso l'alto ho incontrato, nel bel mezzo del cielo azzurro, la luna pallida che pareva uno straccetto di nuvola lontana. M'è capitato in mente Amstrong che ci andò a cavallo del suo Ippogrifo e non ebbe il piacere di conoscere fisicamente Giove che, di certo, abita lassù con tutta la sua corte da quando fu sfrattato dall'Olimpo.

Il dio supremo, pensionato, non fa più il trasformista per sedurre le femmine più belle e gli è scaduta la patente per scaraventare i fulmini. E' lì vecchissimo, ma immortale, con chioma e barba bianche, per cui si confonde col candore di quella dimora.. Soffre di solitudine cosmica. Ha il cellulare, ma non c'è campo.

Ed eccola, mi rimbalza nello schermo della memoria mia nonna Sofia, che aveva 70 anni e per me, undicenne, era vecchissima. Indossava sempre un fazzoletto nero in testa e un vestito, pure nero, lungo fino alle caviglie. Era al naturale, non come le sue coetanee attuali col rimmel, il rossetto, bionde di primo pelo, mezze gonne o pantaloni. Ero dispettoso. E lei, una volta che non ne poteva più, mi disse: “Basta, mommò, giàgià, appiccia e spigni la lampada, è una una balordia!”

Per me la solitudine, nella quale talvolta approdo, è soprattutto rifugio nell'isola della fantasia. Gli studiosi dell'anima affermano, però, che non è un bel sentimento, né una bella condizione. Al contrario, dicono che i giovani e gli adulti, anche se sono vicini, spesso si ignorano e, soprattutto nel dominio della pandemia, relazionano con la TV, col computer, col telefono cellulare, che sono compagni dal cuore freddo. Dicono che è un malessere frequente. Che porta la depressione e anche peggio.

Franco Ruinetti

lunedì 4 aprile 2022

Gli spilli di maneglia (503)

            

....dopo una Pasqua di pandemia si va verso una Pasqua di guerra !

 

lunedì 28 marzo 2022

Gli spilli di maneglia (502)

            

....guerra anche nei quotidiani fra filoputiani e filoucraini....tutto fa spettacolo ma intanto la gente muore !

giovedì 24 marzo 2022

Ho visto mio nonno (by Franco Ruinetti)

   

Ho visto mio nonno

Il sogno è libero, ci porta qua e là nello spazio e nel tempo. La pandemia ci ha quasi costretti agli arresti domiciliari, ma con il sogno si va dove ci porta l'imprevedibile. Gli studiosi hanno scandagliato questo fenomeno e hanno decretato tante verità, forse troppe.

Alcune volte, in passato, mi è comparso mio nonno Annibale, morto prima che io venissi al mondo. L'ho conosciuto in una fotografia che è definita color seppia e nei racconti di una parente, la quale, tra l'altro mi rivelò che lui faceva le pulizie dell'anima, cioè si confessava, puntualmente in occasione del venerdì santo. Si chiudeva in cantina con un frate amico e dopo un bel po' ambedue uscivano leggeri e contenti.

In una apparizione notturna l'ho visto danzare levitando col pancione stretto nel panciotto di fustagno con quel religioso cappuccino gonnellone.


 “Nonno, è vero che il sonno è simile alla morte?”

Ti sembro morto io?”

Sarai un fantasma.”

Neanche a carnevale mi vesto con un lenzuolo.”

Io:

Adesso sono confuso, dimmi se sono sveglio o se dormo.”

Non cambia niente, è lo stesso.”

Allora dimmi: cosa è il sogno?”

Lui:

Il sogno è il sogno, nient'altro e non ti impicciare.”

Tu rispondi, ma con delle frasi di nebbia. Allora ti riferisco le parole del grande poeta Giovanni Pascoli, il quale ha detto che - il sogno è l'infinita ombra del Vero -.”

Anche ad un grande poeta capita di pisciare fuori dal vaso.”

Franco Ruinetti